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PROGRAMMA VESUVIANA

Progetto Pompei — Progetto DHER

Linea di azione “ATELIER, FABBRICA, CANTIERE. TECNICHE E CULTURA DELLA PRODUZIONE NEL MONDO ROMANO”

Campagna autunnale 2009

21 settembre — 4 ottobre

Rilievo e documentazione
Archeometria del costruito
Archeometria della pittura parietale

Per informazioni:

prof. Daniela Scagliarini Corlàita

prof. Antonella Coralini

Rileggere l'antico: l'Alma Mater a Pompei ed Ercolano.

Nel 2007 ha compiuto il decennio di vita “Vesuviana”, il programma-quadro con cui nel 1997, su iniziativa e per il tramite del Dipartimento di Archeologia, l'Ateneo bolognese sceglieva di intraprendere una nuova via nel lavoro sui siti archeologici vesuviani, Pompei ed Ercolano: una via che alla ricerca e alla didattica affiancasse una pari attenzione per la tutela dell'evidenza materiale e per la comunicazione dei dati e delle conoscenze e che adottasse in forma sistematica un approccio transdisciplinare e integrato.

L'Università di Bologna dava così una risposta forte all'invito che nel 1995 il Soprintendente archeologo di Pompei, Pietro Giovanni Guzzo, aveva rivolto alla comunità scientifica internazionale: ristudiare i siti vesuviani, con progetti in grado di fornire dati funzionali anche alla programmazione della conservazione e del restauro.

Primo esperimento, che per primo applicava lo strumento della Convenzione fra la Soprintendenza e una Università, il Progetto “Pompei — Insula del Centenario (IX 8)”, che sotto la guida di Daniela Scagliarini Corlàita si proponeva la documentazione, lo studio e la valorizzazione di un intero isolato di Pompei e che trasformava quell'isolato in un cantiere scuola–laboratorio, caratterizzato da una sperimentazione continua e da una forte interdisciplinarità: all'equipe degli archeoologi si affiancavano, di volta in volta, geologi e geologi, topografi e strutturisti, chimici e fisici, esperti in ICT e restauratori.

Particolarmente fertile di stimoli e fecondo di risultati si è rivelata negli anni la collaborazione con Il DISTART, il DEIS e l'ARCES dell'Ateneo di Bologna e con il CINECA di Casalecchio di Reno: la prima ha consentito di affrontare su basi ancora più solide il problema del restauro; la seconda, nata nel 2000 con il progetto MUSE (Parnaso), ed ampiamente sviluppata sino ad oggi, non solo ha aperto nuove strade alla comunicazione e fruizione, ma ha suggerito anche nuove strategie di indagine scientifica, focalizzate sulle potenzialità conoscitive e comunicative delle applicazioni di Virtual Reality.

Affinare procedure e definire protocolli, ma soprattutto delineare un modello possibile di intervento transdisciplinare su siti archeologici complessi era l'obiettivo comune, che è stato raggiunto con risultati di grande interesse.

Il progetto pompeiano è ora entrato nella fase del restauro e in quella della comunicazione dei dati, per la via dell'edizione scientifica. La tappa più recente è stata segnata dalla pubblicazione del volume di studi dedicato in toto alle ricerche archeometriche (Progetto Pompei — Insula del Centenario (IX,8) I. Indagini Diagnostiche Geofisiche e Analisi Archeometriche nell'Insula del Centenario, Studi e Scavi del Dipartimento di Archeologia, Vesuviana, 1, Bologna 2007, a cura di Sara Santoro).


Passo successivo, la verifica di estensibilità del modello “Pompei” anche ad altre realtà. Dal 2005 questa verifica viene svolta sul sito di Ercolano, nell'ambito di un un nuovo progetto, secondo atto del Programma Vesuviana: il progetto “DHER (Domus Herculanensis Rationes. Dal Rilievo archeologico alla Cultura dell'abitare)”.

Erede dell'esperimento pompeiano, il nuovo progetto ercolanese ha il suo focus in tre linee di ricerca; la documentalistica (ovvero lo scavo extra situm, non sul terreno, ma in archivio e in deposito); l'archeometria, dei materiali e del costruito, in stretta collaborazione con il DISTART e con il gruppo di chimici, specialisti di chimica dei beni culturali, che fa capo al Dipartimento di Chimica dell'Università di Bari; l'archeografia, sempre più orientata, in efficace sinergia con il CINECA, e in particolare con il suo Vis.I.T. Lab, alla sperimentazione di soluzioni innovative nella gestione e presentazione dei dati.